( lunedì, 10 dicembre 2007; 18:08 )

Erano i giorni dell'abbandono. Più neri e più intimi di come ne abbia mai ingurgitato in vita mia.

Pensavo a Giovanna alla mattina e alla sera. Al pomeriggio invece pensavo a stefano, a quell'amore inghiottito dalla strada e dalle onde radio, dai sensi e dalle colline verdi come l'odio pascolate da pecore ignare. Di quei giorni non ho altro ricordo che della pioggia lavava le mie colpe e nettava il tessuto delle mie bugie di false verità. Ho sempre avuto la cattiva abitudine di sciogliere i confini del mio essere entro le essenze altrui.  Così accade tutte le volte che mi innamoro. Così accade che ogniqualvolta io resto sola mi senta terribilmente indefinita, l'inchiostro di quest'anima cola sui pantaloni nero e beato.

Ho un così strano modo di amare la vita io. Voi credete che la disprezzi solo perchè soffro le pene di un amore universale, ed invece ogni mio gesto è qui soltanto per celebrarla.

Cosa accadrà adesso?


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( martedì, 13 novembre 2007; 19:46 )

se non torni sei fottuto. se non torni, prometto che mai, mai mai mai più. lo giuro. dove l'hai letto? chi te l'ha detto? come diavolo hai fatto a capirlo? è difficile da immaginare. forse sei davvero così speciale da capire le persone al volo, al primo sguardo, alla prima riga. ma se così fosse, avresti capito che ho bisogno di te, che non puoi lasciarmi così , non adesso. non c'è equilibrio in quello che dico. non ci sono note in quello che penso. continuo solo a ricordare quel parcheggio, la ghiaia e gli alberi, i più verdi che io abbia mai visto. c'era senz'altro un pallone, ma quello non posso ricordarlo, c'erano senz'altro tante persone, ma io mi ricordo solo di me e di te. in questi mesi ho tentato molte volte di dimenticare. ho tentato di tornare alla mia vita, ho tentato di andare avanti e cercarmene addirittura un'altra. e invece sono ancora ferma qui. tra due mondi separati soltanto dallo spazio materiale. anche dal tempo. ma quello forse, lo avremo battuto.

sei tornato.il tuo nick lampeggia sulla mia barra. la luce arancione della speranza....

sono più serena. la ghiaia si sgretola, gli alberi prendono fuoco. tutto torna alla normalità. o meglio. tutto torna e basta. non è questa la normalità.

che poi. esistono davvero alberi più verdi di altri?nel mio cuore forse.


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( lunedì, 12 novembre 2007; 20:04 )

Se qualcuno dovesse mai pensare di scrivere la colonna sonora della mia vita, lo pregherei di intitolarlo Eterne Insoddisfatte. C'è qualcosa che mi rappresenta dal profondo in questo sintagma. Il plurale mi descrive piuttosto bene. Perchè poi qualcuno dovrebbe scrivere una colonna sonora per me? Da uno a dieci quanto mi sento speciale? immagino troppo.

Sei appena entrato su msn. Me la rido, ripensando a certi pensieri fatti ieri sera su di te, pensando che tu dalla tua piccola monade di stranezza,di indifferenza, che tu dal tuo mondo di sesso, di gnocche senza cervello, sei ignaro di tutto. E in fondo perchè no, se solo avessi il coraggio, credo che tu potresti anche capirmi. Hai passato una vita nella diversità, a provare sentimenti immensi in un cuore troppo piccolo. Potresti capirmi, forse. Ma meglio non rischiare. Meglio non perdermi nemmeno un granello di quel nulla che ho di te.

Così va.

Che se l'amore non viene, ce lo immaginiamo, ce lo facciamo, ce lo disegnamo.

Che anche quando non c'è, abbiamo bisogno di sentircelo sulla pelle. E allora lo attribuiamo a persone strane, che ci circondano e soprattutto, che mai potrebbero pensare. Così è più facile. Così, quando passerà, quando arriverà l'amore vero, non avremo fatto del male a nessuno, menchemeno a noi stessi.

Eh sì, è solo l'amore che ancora ci può salvare.


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( venerdì, 09 novembre 2007; 19:04 )

                                                                                                                                                                                                                                     

Sono giorni che continuo a pensare a quella parola. Ha a che fare con la lettera p. E con la A. Ha a che fare con la plastica, ma non è la plastica. Sono molti giorni che ci penso, eppure proprio non mi viene in mente. E' terribile no? Voler dire qualcosa e non poterlo fare perchè ci sono parole che all'improvviso decidono di andare in vacanza. Terribile, davvero. Soprattutto quando ti capita in un momento in cui le parole sono l'unica cosa alla quale puoi aggrapparti. Una volta mi è capitato di stare a pensarci per mesi. E più ci pensavo, più quella si allontanava anni luce da me. Sarà passato un anno e avevo dimenticato che stavo cercando quella parola, quando all'improvviso, è tornata. Insomma, mica ero tanto contenta di rivederla, in fondo in un anno succedono talmente tante cose. Così accade.

Niente, stavo pensando un po' a tutto, in generale, così, tanto per. E mi sono accorta che i pensieri generali sono i più pericolosi. I loro contorni indefiniti sono trappole micidiali. E niente, io che ci cado spesso posso dirvi che fa davvero male.

In fondo la tristezza, è un po' come sentirsi a casa. Mi dice persino bentornata. Che carina.

E poi pensavo, che il prezzo della felicità sta salendo. Come il petrolio, impenna. Sarà di plastica la felicità? O sarà anch'essa una risorsa esauribile e non rinnovabile? Non riesco a trovare l'analogia. Eppure c'è. Deve esserci. Sarà a spassarsela con la parola. Da qualche parte dell'universo. Lontano anni luce dal mio cuore.


claudy90; riflessioniinsilence; commenti ?



( martedì, 29 maggio 2007; 16:51 )

Comincio a chiedermi se non sia forse ora di lasciare andare tutto.Di starmene sdraiata sul divano a scacciare qualunque pensiero abbia il coraggio di varcare questa mente. di girare per casa con un costosissimo abito di seta blu e di lamentarmi perchè non faccio mai niente, in realtà di lamentarmi perchè non ho ancora trovato l'occasione di indossare la seta blu. Che poi. Qual'è l'occasione per la seta blu?

Potete per caso conservarmi in una teca di cristallo?

E di notte sogno di essere su un set di andrea giacobbe. mi sveglio con un piedino smaltato in testa e la testa sul pavimento. attorcigliata. e corro a prendere la mia canon e se poi scopro che stamattina non ho talento bhe allora sono cazzi.

il talento non si inventa, claudia

ma chi cazzo è che mi ha detto che la creatività è tutto? E cosa sono poi queste idee stralunate che mi vengono, creatività forse?

Cos'è artistico, cosa un semplice groviglio di oggetti che tra di loro non c'entrano nulla.

Pensavo. Cosa mai avranno da dirsi gli elementi delle mie foto tra di loro? Cosa può dire un gomitolo di lana ad una poltrona barocca. e una tazzina da caffè ad un rossetto rosso. magari si raccontano barzellette. odio le barzellette.

mi sento sofficemente nuda, anche quando sono vestita.

trovate l'intruso.

 

It's not good to be curious.


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( martedì, 24 aprile 2007; 21:50 )

Spero che tu mi stia ascoltando. Spero che tu si in onda. On air.  e smettila di pensare al sesso e a quelle fottutissime bambole.

Credi sia diventata matta?

Credi davvero che io non lo sia sempre stata?

Sei così presuntuoso da pensare che io l'abbia fatto per te. E ti riposi sul mio seno, poi scatti ,indugi. come puoi credere di poterti sottrarre al nostro destino. come credi di potertene andare senza tornare più.

Siamo seri per una volta.

La mia isteria ti piace. Le mie ansie ti fanno sesso. I miei pudori ti eccitano anima e corpo. E non c'è verso di andare via, non c'è nessun treno che stasera si allontani da qui. stasera sei costretto ad affrontarmi. stasera avrai voglia di spezzare il mio corpo, di corrompere la mia bellezza. stasera ogni tuo gesto bramerà desideri indicibili. dovrai vincere tutto questo. dovrai superare il tuo corpo fottuto e ascoltare la tua anima che ti dice lasciala. Devi farlo e poi scappare in fretta, perchè potrei ucciderti.

Sto ferma, per una volta non cerco di sedurti. sto ferma e aspetto di vedere il coraggio che ti prende. se avessi saputo quanto eri bastardo avrei fatto lo stesso l'amore con te. ma non ti avrei degnato dei miei capricci, delle mie insonnie, dei miei sorrisi malinconici. io a modo mio, ti ho dato amore. io ti ho sudato, io ti ho aspettato, io ho lacerato la tua coscienza con telefonate strane. Io ti ho reso vivo in un modo che non avevi mai conosciuto prima. adesso hai bisogno di una sol cosa.

Uscita di sicurezza.


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( sabato, 14 aprile 2007; 15:53 )

Ed è come se ti ritrovassi all'improvviso senza scarpe, mentre sei in mezzo alla  strada.Come procedere? Come tornare indietro? non si può. Sei ferma, immobile, puoi vivere solo i tuoi pensieri.

Mi hai lasciata senza scarpe e da qualunque parte io guardi, la strada è sempre nera e rovente, incamminabile.Quante volte ancora dovrò ripetere che ho paura perchè la paura mi passi?

Una volta da un giorno all'altro ho perso la persona che amavo. Proprio così, un giorno c'era, l'altro invece no. e so che queste cose possono accedere e accadono. so che se me lo sento qualcosa c'è. So che se sento i piedi toccare il suolo è perchè tu mi hai preso le scarpe. Non avrei dovuto farlo, non di nuovo, non di nuovo. Non avrei dovuto lasciartelo fare.

ho voglia di dirti addio. di lasciare anche te senza scarpe. ridammi le mie che sono di gucci.


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( lunedì, 05 marzo 2007; 19:03 )

Ho sentito bussare alla porta. ho sentito la porta aprirsi e chiudersi senza aver detto avanti. Ho sentito i nodi sciogliersi, le lacrime trattare con il mio cervello. Ho sentito le gambe alzarsi, i nervi cedere. Ho sentito il peso di una giovinezza invecchiata. Ho sentito la mancanza dell'amore e il vuoto di ricordi cancellati.

Mi sono svegliata un giorno che avevo quarant'anni. Una casa vuota senza luce. una casa piena di tende abbassate. Mi sono sevgliata senza sapere chi fossi ne da dove venissi. Mi sono svegliata bionda, io che nella vita sono sempre stata mora. Sono uscita in vestaglia e ho avvertito sulla pelle il sapore di una mattinata d'agosto. Eppure c'erano delle mimose fiorite. In un attimo ho saputo di avere amato molto le mimose nella mia vita. E mi sono sentita Proust nel sorridere al loro profumo. Un Proust perdente, che non riesce a risalire alla meraviglia del ricordo.

Mi sembrava di avere dormito così tanto. Canticchiavo un ritornello sconosciuto. Ho scavato in un armadio di vestiti fuori moda. E nel farlo mi immaginavo a rivoltare la mia anima in quel modo. Ho cercato nella mia anima allora, ho cercato feste ho cercato pantaloni a vita bassa ho cercato gli amori della mia vita. ho trovato coriandoli e natali affolllati. Ho trovato troppe cose, che non sapevo che farmene. Non ho trovato fedi nè contratti nè riviste. Nè biglietti, di nessuna destinazione. Ho pensato di dormire un altro po', quando è sopraggiunto un uomo nella mia anima. Un uomo bello, lontano, terribilmete stronzo. Ho pensato di dormire un altro po'.

Buonanotte.


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( sabato, 03 marzo 2007; 18:09 )

le confessioni di mattina.Oggi ci ripenso. Mi rivedo, e sembra un film di muccino, senza sangue, con ali spaventose. Rivedo me e te. Le confessioni di mattina. Mentre guidi, io adoro come guidi.Mentre parli, e io adoro come parli. Ma so che non mi senti. E' un amore eclissato. Eppure è un amore che non proverò mai più così. Racontami. Dimentica che sono tua figlia e dimmi del Dolore. Che io lo conosco bene, e un po' lo immagini. Le confessioni di mattina. Mi dispiace di tutto, ma amami ancora.

sei lontano e mi viene da piangere.


claudy90; riflessioniinsilence; commenti ?



( lunedì, 22 gennaio 2007; 08:39 )

certi "mi manchi" mi feriscono nel profondo dell'anima. di chi il giorno dopo sa che si sveglierà, e quel volto e quella mano e quella voce, saranno lì ad amarla. certe insoddisfazioni mi provocano un certo fastidio, come sabbia in un paio di scarpe costose. di chi ha amore a fiotti e a fiotti lo respinge, lo logora , lo rinnega. sto diventando umana. la plastica si sta sciogliendo e all'improvviso tutto quello che voglio è una felicità comune fatta di  piccole cose, e non sono più la megalomane di ceramica e ottone, quella di quando mi hai comprata, un giorno di sole, su una bancarella di cose vintage. e vorrei solo poterti amare come fanno tutti, come fa il pinot, come fa il vento, come fa la terra. non sono mai stata così acidamente insensibile a tutto il resto. non ho mai avuto tanta paura di cadere in terra in mille pezzi d'amore e non so che.

in fondo non diventerò umana. ma non amo più questo dolore.


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